A6 1500
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La A6 1500 fu la prima vettura stradale Maserati ad essere prodotta in serie.

Prodotta dal 1947 al 1951, ne furono realizzati 61 esemplari. Inizialmente fu identificata con la dicitura “Maserati Sport A6 – 1500 cc”, una denominazione che sarebbe stata poi mutata in “Maserati A6 1500 c.c. Turismo”. La progettazione della vettura aveva avuto inizio nel 1941 sotto la supervisione degli stessi fratelli Maserati, che ne continuarono a curare lo sviluppo. Nel 1942, Gigi Villoresi realizzò un prototipo e condusse i primi test, ma fu solo dopo la cessazione delle ostilità in Europa che il primo modello stradale Maserati poté finalmente lasciare lo stabilimento ed essere presentato, nel mese di marzo 1947, al Salone dell’Automobile di Ginevra, dove la vettura suscitò enorme interesse. Il disegno della calandra , ripreso da quello delle vincenti vetture da Gran Premio, prevedeva fari anteriori a scomparsa, con un congegno a saracinesca azionato da un comando meccanico; colpì anche l'abbondante uso di plexiglas, presente nel grande pannello sollevabile che formava il cielo trasparente del tetto, e nel lunotto.

Per quanto riguarda le caratteristiche meccaniche, la A6 1500 disponeva di un motore 6 cilindri in linea a corsa lunga, con albero a camme in testa e un unico carburatore. Il propulsore da 1,5 litri era in grado di sviluppare una potenza di 65 CV. La velocità massima poteva variare, a seconda del rapporto di riduzione, tra i 146 e i 154 km/h. A partire dal 1949, alcuni esemplari furono muniti di 3 carburatori. La vettura, dotata di un moderno telaio tubolare, aveva un passo di 2,55 m con sospensioni a molle elicoidali e ammortizzatori idraulici Houdaille all’anteriore e al posteriore.

La scocca del primo prototipo, una coupé due posti di concezione straordinariamente moderna, era stata disegnata da Pinin Farina. Il carrozziere torinese successivamente rielaborò, addolcendone leggermente i tratti, la vettura da destinare alla produzione effettiva; in particolare i fari, non più a scomparsa ma incorniciati da una ghiera cromata, furono spostati all'esterno sui parafanghi, e la calandra ora appare più bassa e più larga; vengono ritoccati anche il padiglione e la parte posteriore. Un esemplare della serie fu carrozzato da Zagato, mentre Pinin Farina ne propose anche una versione convertibile, di cui furono realizzati due esemplari.  A partire dal 1950, il modello fu gradualmente sostituito dalla A6G 2000 con propulsore da 2 litri.