Shamal
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La Shamal segnava una svolta radicale nella genealogia della famiglia Biturbo, in quanto era dotata di un inedito motore V8 da 3,2 litri. Battezzata col nome di un vento del deserto mesopotamico, era stata disegnata da Marcello Gandini. Si trattava di un aggressivo coupé 2+2 che riprendeva la scocca della Biturbo con la parte posteriore completamente rivista.
Basata sullo stesso passo corto della Karif e dello Spyder, nasceva come una super-sportiva dalle performance esuberanti: la velocità massima era 270 km/h. La maggiore novità si trovava sotto il cofano dove prendeva posto il V8 da 326CV e 44 mkg di coppia, con 4 alberi a camme in testa e 32 valvole,  con due turbocompressori IHI, raffredati ad acqua e due intercooler aria/aria, accoppiato ad un cambio Getrag a 6 marce.
Le carreggiate allargate rafforzavano sia l'aggressività che la tenuta di strada, resa ottima anche dalle sospensioni attive intelligenti.  Gli interni invece rimanevano nella vena delle Biturbo precedenti, ma con sedili dall'ergonomia migliorata. Commercializzata dal dicembre 1990 al 1996, la Shamal fu prodotto in 369 esemplari.